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La Chiamata della tua vita

luglio 6, 2015

“I miti sono indizi per le potenzialità della vita umana” – Joseph Campbell

Sono appena pochi giorni che è stato lanciato Decidere dall’Esseree una serie di “sincronicità” mi hanno portato alla decisione di scrivere una serie di articoli per approfondire alcuni aspetti di questo testo. Questi eventi includono l’inaspettato apprezzamento che sta avendo questo lavoro.

Negli ultimi giorni decine di persone mi hanno scritto per i motivi più diversi. Non è difficile notare che si tratta di persone apparentemente diverse, ma che tutte queste straordinarie persone sono accomunate dalla volontà di andare oltre l’ovvio.

Nei miei corsi dico spesso che l’ovvio elusivo, cioè quello che è così vicino da essere invisibile, ci controlla e ci determina. Per portare alla luce certe cose, estraendole dall’ “invisibile”, occorrono nuove distinzioni. Questo perché nuove distinzioni aprono nuovi reami di possibilità.

Voglio cominciare così questo primo articolo sul mio libro Decidere dall’Essere, spiegandoti il reame di possibilità che vuole aprire questo libro.

L’intento di questo lavoro è aiutarti a prendere decisioni che possono fare la differenza nella tua vita e in quella del sistema più ampio di cui fai parte.

Ma se questo è l’intento manifesto, esplicito, lascia che ti dica che dietro questo lavoro ne esiste anche un altro… più profondo.

Il libro vuole aiutare un gruppo particolare di persone (non tutte, ma specificamente coloro che un noto sociologo ha chiamato “i creativi culturali”) ad allinearsi alla Chiamata della propria vita. 

Joseph Campbell, probabilmente il più grande esperto di mitologia comparata di tutti i tempi – ed uno degli autori fondamentali nel mio lavoro – scoprì che ogni individuo possiede una Chiamata a cui rispondere, un Compito o una Missione esistenziale che è unica, isomorfica, soggettiva per lui.

Quando la Chiamata arriva, l’individuo può rispondere “sì” e può rispondere “no”. Ma la sua scelta ha due enormi conseguenze; volendo semplificare, una individuale e una collettiva. In relazione a te stesso, Joseph Campbell afferma che:

Ogni Chiamata rifiutata si ripresenterà nella tua vita come crisi.

In relazione al sistema più ampio di cui siamo parte, la conseguenza è che priviamo il mondo del nostro particolare “dono”. C’è un verso bellissimo di Martha Graham, che cito spesso, che esprime questa profonda verità:

«Vi è una vitalità, una forza vitale, una favilla che attraverso di noi si traduce in azione, e poiché ciascuno di noi è unico nel tempo, questa espressione a sua volta è unica. Se la blocchiamo non esisterà mai attraverso altri mezzi, e sarà perduta. Il mondo ne verrà privato. Non sta a noi determinarne la qualità, né confrontarla con altre espressioni: il nostro compito è quello di mantenere il canale aperto».

Ecco, Decidere dall’Essere ti aiuta, sottilmente, ad “aprire il canale”.

Carl Gustav Jung, il grande psicologo, a metà della sua vita chiese a se stesso: “Qual è il mito che mi sta guidando? Qual è il mito che ha sempre guidato la mia vita?”. Jung aveva compreso che allinearsi alla propria Chiamata è la differenza che fa la differenza tra una vita significativa e una sprecata.

Aprire il canale vuol dire entrare nel dominio dello sconosciuto, che è in effetti il dominio in cui si muovono gli eroi.

Quest’anno, all’Istituto Italiano di Psicosintesi, in diverse città, ho parlato molto della Chiamata e di cosa vuol dire essere un eroe. Un paio di mesi fa, al Centro di Psicosintesi di Avellino, ho condiviso con i partecipanti questa idea. Il primo passo per diventare un Eroe, è comprendere l’essenza dell’eroismo. 

La maggior parte delle persone gioca al gioco della “normalità”, dell’essere una persona “normale”, perché definisce l’eroe come una persona straordinaria.

Se l’eroe è un individuo straordinario, in questa definizione (e “rappresentazione cognitiva”) non c’è posto per il nostro piccolo-grande contributo, per la differenza che possiamo fare nella vita degli altri. Se vuoi essere un eroe, ti propongo quindi una nuova definizione da tener presente. Questo è, per me, essere un Eroe:   

Un eroe è una persona ordinaria impegnata in qualcosa di più grande di sè

All’interno di questa nuova definizione di Eroe, l’eroismo diventa accessibile anche per te. Tutto ciò che devi fare, è trovare questo impegno.

Questo impegno in qualcosa che trascende la tua personale pelle, che ti fa battere il cuore.

Il mio è: “Onorare e supportare l’Essenza che esiste in ogni persona, e aiutarla a esprimere la sua Chiamata nel mondo, per creare Eroi, e salvare i bambini del futuro”

La vera soddisfazione e la vera passione del vivere, emergono solo quando la tua vita è rivolta ad un impegno in qual­cosa di più grande di te.

Quando riesci a trovare questa cosa, i piccoli problemi quotidiani, le piccole abitudini meccaniche su cui adesso porti l’attenzione, cominciano ad andare via.

L’altra cosa interessante è che muoverti lungo questa direzione attrae e influenza – sottilmente e in positivo – anche coloro che ti sono attorno. Allinearsi al “mito della propria vita” conduce anche altre persone a fare lo stesso, e a cooperare in una rete comune che Gregory Bateson chiamava “La Mente di Campo”. 

Le persone “dalla volontà buona” che cooperano verso un’intento comune, profondo e in relazione a qualcosa che più grande di loro, vengono influenzate l’una con l’altra. Quello che Gurdjieff chiamava “il centro emozionale superiore” (e che molte tradizioni antiche chiamano il Cuore) si apre, e cominciano ad essere disponibili nuove azioni.

Proprio oggi ho scoperto che questa mia idea di “eroismo”, che nelle ultime settimane ho avuto il privilegio di condividere con diverse persone, ha avuto un impatto maggiore di quello che potevo sperare e immaginare.

Il mio amico Pietro Festa ha condiviso questa idea con un giornalista, e nell’intervista, che puoi guardare a questo link (http://www.diariopartenopeo.it/alla-scoperta-di-pietro-festa-il-musicista-che-suona-la-sega/), si parla di questo nel contesto musicale.

E oggi  il mio amico Joseph, straordinario artista e madonnaro, mi ha inviato un messaggio:

An Hero

Hero2

 

Voglio concludere questo articolo con un’osservazione molto importante. Quando cominci a portare l’attenzione sull’idea della Chiamata, e ad agire e a decidere in relazione a qualcosa che è più grande di te, cominci a giocare a un nuovo gioco. 

Alle domande “È tutto qui?”,  “Sono abba­stanza?” e “Come faccio ad assicurarmi di essere accettato?” si sostitui­sce una nuova, immensa domanda: “Come posso contribuire? Cosa ho fatto oggi per contri­buire?” 

Ti invito a riflettere con attenzione al gioco al quale vuoi giocare… perché farà la differenza nella tua vita e in quella degli altri – anche di coloro di cui non verrai mai a conoscenza…

Questa è la più importante delle tue decisioni.

 

PS: se vuoi rimanere aggiornato per gli articoli successivi, e per scaricare il Report sulle decisioni, compila questo form:

reportfigo

 

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